L’esperienza Yoga – Meditazione guidata

Descrivere l’esperienza di una lezione yoga non è semplice, soprattutto perché lo yoga è da ascoltare più che da raccontare. Ascoltare ciò che sentiamo dentro di noi. E’ come quando ascoltiamo un brano di musica, nessuno proverà le stesse sensazioni di un’altra persona, ed è così anche per lo yoga e per la meditazione.

Lezione di yoga all’aperto

Mattina presto con il gruppo Yoga in spiaggia, in riva al mare, il rumore delle onde quasi inesistenti sembra un delicato mantra, che tranquillizza la mente.

La lezione di yoga in riva al mare, crea un’energia particolare, è anche una mia sensazione, visto che il mio elemento è l’acqua…

Dopo aver eseguito il saluto al sole (Surya Namaskara), una delle tecniche di respirazione (Pranayama), e alcune posizioni yoga (Asana), passiamo alla fase finale della lezione che si conclude con la posizione di rilassamento profondo (Savasana) per poi entrare nella meditazione guidata.

La meditazione guidata potrebbe essere paragonata ad un sogno, durante il quale siamo consapevoli di sognare, e che ci permette di osservare, ma soprattutto “sentire” le emozioni che proviamo, con una mente più rilassata.

A cosa può servire tutto questo? Anche a conoscere noi stessi, ciò che siamo in realtà e non ciò che crediamo di essere…

Condivisione di una meditazione guidata

Sono distesa in spiaggia, vengo avvolta da una sfera trasparente nella quale mi metto seduta e dalla quale mi lascio sollevare e portare verso il mare, delicatamente la sfera si poggia sull’acqua e nel mentre si immerge con me, scompare.

L’acqua del mare è scura come se non fosse illuminata dai raggi del sole, nuoto verso il fondale molto profondo, e vengo affiancata da un grosso pesce dai colori stupendi che vanno dal rosso-arancio intenso della testa, fino a sfumare nella tonalità del giallo della coda, con la mano destra aggancio la sua pinna dorsale e mi lascio trasportare verso gli abissi; man mano che scendiamo, l’acqua diventa sempre più chiara, prima blu, poi azzurra, poi celeste e infine quando vedo il fondale, sembra completamente trasparente. Si vede quella che sembra una grotta, molto scura nel lato esterno, entrando nel suo interno, è invece di una luce quasi abbagliante, visto che è completamente di cristallo bianco non uniforme, con mille sfaccettature che creano mille scintillii luminosissimi. Cerco qualcosa e poggiato a terra, al centro della grotta, c’è un grosso cristallo bianco a forma di cuore quasi sferico, non piatto, anche questo cristallo ha mille sfaccettature che creano scintillii estremamente luminosi, lo prendo e lo porto con me poggiandolo sulla mano destra completamente aperta, perché la sua dimensione non mi permetteva di stringerlo nella mano, ed esco.

Il mio accompagnatore mi aspettava fuori dalla grotta, e mi riporta in superficie sempre permettendomi di agganciare la sua pinna dorsale, dopodiché mi lascia immergendosi e scomparendo nel mare. Una volta sola, guardo il cristallo a forma di cuore e con entrambe le mani lo stringo al centro del petto e viene inglobato completamente.

Mentre sono ancora in acqua, arriva un enorme uccello preistorico, precisamente il pterodattilo, con grosse ali e lungo becco, mi fa salire sulla sua schiena e mi porta su una spiaggia bianchissima in un paesaggio tropicale, dove il mare è di un azzurro che si fonde all’orizzonte con il cielo… ecco raggiunta la meta.

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