“Siamo raggi dello stesso sole”

«Il Creatore di ogni cosa è Amore e tutto ciò di cui siamo consapevoli è, nel suo infinito numero di forme, sempre una manifestazione di quell’Amore, sia che si tratti di un pianeta o di un ciottolo, di una stella o di una goccia di rugiada, dell’uomo o della più umile forma di vita. Possiamo averne una vaga idea se pensiamo al nostro Creatore come a un grande sole che emana bontà e amore e dal cui centro si irradia, in ogni direzione, un infinito numero di raggi.

Alle estremità di quei raggi, noi e con noi tutto ciò che percepiamo, siamo particelle emesse per acquisire esperienza e conoscenza, che devono poi tornare al grande centro. La separazione è impossibile, perché appena un raggio si stacca dalla sua fonte di luce cessa di esistere.

In questo modo possiamo comprendere la loro interdipendenza: anche se ogni raggio può avere la sua individualità, tuttavia è parte del grande Potere creativo centrale. Così qualunque azione contro se stessi o contro altri colpisce il Tutto, perché l’imperfezione che causiamo a una parte si riflette sull’insieme e ogni parte dell’insieme deve alla fine diventare perfetta»

Dott. Edward Bach

Tratto da: “The Original Writings Of Edward Bach”

1526694222ef4dd5a8e3a8227d942609958e1c6bae

Annunci

Come vincere un’emozione negativa?

Il Dr. Bach affermava che il rimedio floreale stimola e nutre la qualità positiva opposta a quella negativa prevalente in quel momento.

La promessa del devoto poesia di Yogananda che rende perfettamente l’idea di quanto affermava il Dr. Bach: “Vincerò l’orgoglio con l’umiltà, l’odio con l’amore, l’agitazione con la calma, l’egoismo con la generosità, il male con il bene, l’ignoranza con la conoscenza, e l’inquietudine con la pace che nasce dalla profonda meditazione.”

Questo non significa combattere uno stato d’animo negativo, altrimenti si finisce con il rafforzarlo, bisogna solo concentrarsi sulla qualità positiva opposta, semplicemente per nutrirla e darle forza, in modo da prevalere su quella negativa.

Ma come ha fatto il Dottore ad associare lo stato d’animo negativo ad un preciso fiore?

Molti ormai conoscono la Dottrina delle Segnature, la quale afferma che la natura ci sottopone chiaramente nella forma del cibo il rimedio naturale per un determinato organo o apparato.

Per i fiori di Bach il discorso è il medesimo, ma invece che la forma, il Dottore ha osservato il comportamento della pianta, per alcune è davvero semplice, per altre ci vuole un’osservazione più sottile, scelgo di solito questo fiore, perché il suo comportamento è estremamente chiaro:

Impatiens (Balsamina) è una pianta impetuosa e scattante, che al minimo stimolo proietta violentemente i suoi semi anche a diversi metri di distanza, e per questo è indicata per i soggetti impazienti e frettolosi.          video https://www.youtube.com/watch?v=eChKjQgEv5c

FioridiBachSolitudine.jpg

Descrizione del Dott. Bach del rimedio: “Per coloro che sono veloci nel pensiero e nell’azione e che desiderano che tutto sia fatto senza esitazione né ritardo. Quando sono malati hanno fretta di guarire al più presto. Per loro è molto difficile essere pazienti con le persone lente perché ritengono che ciò sia sbagliato e una perdita di tempo e le sollecitano costantemente. Spesso preferiscono lavorare e pensare da soli, per poter fare le cose seguendo i propri ritmi.

Riflessione: Significato di Negativa “Che esprime un’opposizione o un rifiuto nei confronti di una domanda o di una richiesta” associato alla parola Emozione, sembra quasi che si manifesti per negare una richiesta emotiva… forse dovremmo chiederci cosa rifiutiamo a noi stessi.

Tratto da: Seminari Corpo-Mente 2017-2018 – 3° incontro “La manifestazione: l’espressione di sé nel mondo” – Floriterapia di Bach: La Solitudine nelle varie forme

Mariella Pasquale BFRP

Sofferenza Emotiva. La strategia difensiva del riccio

Il dolore cambia profondamente le persone. Nessuno sarà più lo stesso dopo un lutto, una separazione, un tradimento. Le ferite si possono rimarginare, ma le cicatrici ricorderanno sempre quel che è stato e ciò che non potrà più essere. Tentare di scoraggiare il dolore ignorandolo, serve solo a spostarlo altrove, poiché quando la sofferenza diviene intollerabile, la mente afferisce a difese sempre più rigide e disfunzionali: la negazione, la proiezione, l’identificazione proiettiva sono solo alcune delle tante “etichette” utili al clinico per classificare nient’altro che modalità di sopravvivenza al dolore psicologico, quando questo supera la soglia soggettiva di sopportazione. Talvolta, quando la sofferenza emotiva non viene raccontata, quando non incontra una “relazione di contenimento” capace di catalizzarne la portata distruttiva, si impossessa di una parte di noi, una parte che urla in attesa di essere ascoltata: lo stomaco quando rifiuta il cibo, la testa quando viene ingabbiata in un dolore resistente al farmaco, la pelle quando si ricopre di eruzioni cutanee che escludono un’origine organica. La sofferenza a cui non si dà voce, prova a defluire all’esterno attraverso gli incubi notturni, l’insonnia, il vissuto depressivo, il panico.
Negare il dolore non serve a cancellarlo: lo rende solo più forte perché gli si consente di scavare l’anima, di toglierci il fiato di giorno e di invadere i nostri sogni di notte.  Chi teme di affrontare il dolore corre il rischio di diventarne prigioniero e di ritrovarsi ad interpretare la realtà attraverso chiavi di lettura soggettive permeate di sfiducia e pessimismo. Congelare la sofferenza emotiva ha l’effetto di una droga: ci fa sentire invulnerabili solo in apparenza, ha una riuscita temporanea e ci rende dipendenti da tutti quei fattori di distrazione che ci distolgono da noi stessi.
Anche la quotidianità rischia di subire violenti scossoni: tutto ciò che prima apparteneva alla routine, diviene improvvisamente faticoso, ciò che prima dava piacere e gratificazione, diventa insapore; spesso è indispensabile concedere a se stessi e ai propri bisogni emotivi uno spazio appropriato per esprimersi prima di ritornare ad occuparsi in modo funzionale ed efficace delle incombenze quotidiane: le emozioni negative ed il senso del dovere, infatti, sono come due conoscenti pronti ad entrare apertamente in conflitto tra loro e a dichiararsi apertamente guerra quando le pressioni esterne (incombenze quotidiane, consegne lavorative, gestione della casa e dei figli ecc) non consentono più una pacifica convivenza.

Chiudersi a riccio per paura

Quando il desiderio di mollare tutto prende il sopravvento, il pensiero richiama l’attenzione su quello che ci manca e ci invita a fermarci per iniziarne la ricerca. Le assenze, i vuoti, il non detto, l’amore non ricambiato, l’abbraccio non ricevuto, il conforto atteso invano, il desiderio inappagato sono ciò che pesa di più nello zaino che ognuno di noi porta sulle spalle quando attraversa la strada della vita; quando il peso del fardello è così difficile da sopportare da soli, è consigliabile fermarsi e cercare qualcuno che ci sollevi dalla fatica quanto basta per sentire il desiderio di ricominciare. Se invece si sceglie di chiudersi a riccio, non solo si rischia di restare schiacciati sotto il peso insopportabile del proprio malessere psicologico, ma addirittura di non ricevere soccorso da chi ci circonda, soprattutto se ci siamo mostrati sfuggenti ed evitanti per il timore che alla nostra richiesta di supporto non seguisse nessuna mano tesa. Con un atteggiamento di questo tipo, si corre il rischio di allontanare anche chi, nonostante la nostra reticenza a farci aiutare, ha provato a sfidare i nostri aculei, senza timore di pungersi. Quando la sofferenza è troppo grande per essere gestita da soli, è fondamentale chiedere aiuto: raccontare il dolore non solo non ci rende più deboli, ma spesso ci fortifica; condividerlo non ci rende più vulnerabili, ma ci regala un nuovo senso di leggerezza; abbandonarsi all’altro non equivale ad una sconfitta ma spalanca le porte ad una possibilità.

Sofferenza psichica: scelta di comodo o ultima spiaggia?

Nessuno sceglie di stare male, ne di incatenarsi ad una prigione fatta di insofferenza e frustrazione: le ragioni profonde alla base di un disagio psicologico (o di un conclamato disturbo) sono sempre numerose, oltre che molto complesse. Quando conducono il soggetto ad una condizione di malessere insostenibile, ciascuno si difende come meglio può. Divenire consapevoli di questo, potrebbe contribuire a guardare alla sofferenza psichica con il rispetto che gli è dovuto, piuttosto che giudicarla come se si trattasse di una scelta di comodo. Spesso, quelle che ci sembrano gelide, anaffettive, impenetrabili, o semplicemente bizzarre sono persone che in passato hanno chiesto con insistenza che le loro emozioni fossero ascoltate, decodificate e accolte. Avendo visto la loro richiesta cadere nell’oblio e il loro bisogno restare insoddisfatto, hanno imparato a chiudere la porta, visto che lasciarla aperta facilitava solo l’ingresso di un assordante silenzio. Quanto più un comportamento altrui ci appare insensato e improbabile, tanto più è probabile che sottenda una logica incontrovertibile alla luce dei fatti che l’hanno determinato. Spesso è sufficiente cambiare prospettiva per coglierne l’essenza, individuare la corretta chiave di lettura e attivarsi per dare il proprio contributo.

soffernza-enotiva

Fonte: https://psichenessunoecentomila.wordpress.com/2014/09/02/sofferenza-emotiva-la-strategia-difensiva-del-riccio/

COLLEGAMENTO TRA EMOZIONI E CORPO

Esiste un collegamento diretto tra le nostre emozioni e il nostro corpo?
La medicina psicosomatica afferma che è così, quindi possiamo pensare che migliorando il nostro stato emotivo, possiamo riscontrare anche un miglioramento a livello corporeo.
Un atteggiamento positivo nei riguardi della vita può essere il primo passo verso la salute fisica.
Riflettiamo con un esempio, quando ci si arrabbia ad alcuni viene dolore allo stomaco ad altri mal di testa o altro ancora, spesso quindi viene coinvolto il nostro corpo o una parte di esso, questo perché ognuno ha un suo modo di reagire ad una stessa situazione, che in questo caso è un’arrabbiatura.
Con questo esempio banale possiamo riflettere sul collegamento che esiste tra le emozioni negative e il corpo, di conseguenza anche le emozioni positive lo sono.
Questo è il principio fondamentale della floriterapia del Dott. Edward Bach, gli stati d’animo negativi man mano che si assumono i Rimedi, vengono sostituiti dalla qualità positiva apposta.
“Il coraggio prende il posto della paura”.
Semplice. Così come è semplice la terapia dei Fiori di Bach.
Il Dott. Bach scriveva: “Che la semplicità di questo metodo non vi induca a non farne uso, perché quanto più le vostre indagini proseguiranno, tanto più vi renderete conto della semplicità di tutto il Creato.”

Mariella Pasquale

FIORI DI BACH PER GLI ADOLESCENTI

Come trovare i rimedi giusti?

Se mio figlio non vuole usare i rimedi?

Posso darglieli di nascosto?

Più di ogni altra fase della vita l’adolescenza è caratterizzata dai cambiamenti. Il corpo si modifica, le relazioni affettive assumono aspetti nuovi, le responsabilità cominciano a far sentire il loro peso. E’ anche un momento di estrema e pericolosa fragilità.

E’ un periodo faticoso per i genitori che vedono i figli che stanno per diventare adulti e passano fasi a volte sconcertanti. E’ una fase ancor più difficile per i figli che soffrono di disagi, insicurezze, nuove paure, cambiamenti repentini d’umore ecc. C’è chi diventa improvvisamente apatico o annoiato, chi è preda di entusiasmo ma inconcludente: i Fiori di Bach possono aiutare gli adolescenti in questi momenti così impegnativi e di così grande difficoltà.

Come trovare i rimedi giusti?

E’ difficile che un genitore riesca a scegliere i rimedi per il proprio figlio adolescente. In questa fase della vita diventa quasi impossibile comunicare con un figlio, le cui reazioni sono spesso incomprensibili o addirittura irritanti. Il primo consiglio è quello che ogni genitore scelga i propri rimedi per sé in modo da essere sereno e tranquillo anche a fronte di ogni evenienza o reazione del figlio adolescente. I rimedi aiutano a non essere apprensivi o incalzanti o eccessivamente rigidi ecc. donando quella lucidità necessaria per aiutare e seguire il figlio senza farlo sentire oppresso o controllato.

Si può consigliare all’adolescente di scegliere in prima persona il mix che potrebbe essergli utile, consigliandogli di leggere queste pagine, in modo da trovare la miscela adatta senza alcuna interferenza da parte degli adulti. Vedi pagina “Come scegliere i rimedi”

Se mio figlio non vuole usare i rimedi?

Meglio non insistere. Ogni imposizione scatena un sicuro rifiuto. Meglio lasciare la libertà di scegliere cosa preferisce fare. Se vedrà che i genitori da quando prendono i rimedi sono più sereni, potrebbe avvicinarsi più facilmente al metodo.

Sicuramente efficace e solitamente bene accetto è il Rescue Remedy nei momenti di forte tensione, come  le interrogazioni e i compiti, per le prove sportive. Questa potrebbe essere una strada per fargli capire che scegliere un mix personalizzato potrebbe essere un aiuto.

Posso darglieli di nascosto?

Ogni cosa fatta di nascosto, anche se con le migliori intenzioni, non è mai una buona cosa. Meglio soprassedere e proporre i rimedi senza insistenza: i genitori troppo apprensivi che cercano in qualunque modo di “aiutare” i loro figli possono trovare tranquillità nei rimedi per loro stessi.

Attenzione:

I Fiori di Bach non hanno nessuna controindicazione, non creano effetti collaterali né dipendenza né assuefazione, né spiacevoli interazioni con medicine o altri preparati o sostanze.

Pur essendo un grande aiuto e sostegno NON sostituiscono MAI la terapia medica. Per problemi fisici rivolgersi SEMPRE al proprio Medico.

E’ importante ricordare che i rimedi contengono una piccola parte di brandy come conservante. Per gli alcolisti o per chi abbia problemi con l’alcool si consiglia di rivolgersi al proprio Medico, o per motivi religiosi a persone competenti di loro fiducia. E’ anche possibile mettere i rimedi in liquidi caldi in modo da fare evaporare completamente l’alcool.

da: http://www.iverifioridibach.it

10341CDB-E07A-4307-8771-4171F92AF69F.jpeg

Cancro e Fiori di Bach – Comunicato dell’Associazione Italiana BFRP

Ecco il testo che l’Associazione Italiana BFRP ha inviato ieri ai direttori e alle redazioni delle testate, che hanno pubblicato la notizia della donna morta perché il naturopata le curava il cancro con i Fiori di Bach, a tutela del buon nome della disciplina e dell’operato dei consulenti certificati.

“Cari Colleghi,

sono giornalista scientifica e direttore di “Medicina di Frontiera”.

 Da oltre vent’anni mi occupo del riconoscimento delle discipline naturali e sono presidente dell’Associazione Italiana Bach Foundation Registered Practitioners, consulenti in floriterapia originale del Dottor Edward Bach, iscritti al Registro internazionale  della Dr. Edward Bach Foundation.

 A seguito dell’articolo pubblicato ieri  desidero stigmatizzare alcuni punti:

1.            I Fiori di Bach non curano le malattie e tantomeno il cancro. Essi aiutano le persone a ritrovare l’equilibrio emozionale, sia che la persona stia bene sia che sia ammalata. La persona è al centro  della relazione, non la malattia.

2.            I Fiori di Bach non sono un rimedio New Age, non funzionano soltanto per effetto placebo, ma sono rimedi naturali scoperti da Edward Bach, un medico inglese molto famoso ai suoi tempi, morto nel 1936. Essi vantano quindi 80 anni di utilizzo in tutto il mondo, negli umani e negli animali.

3.            Il  metodo originale del Dott. Bach aiuta le persone a riconoscere le proprie emozioni attraverso un colloquio, aborrendo ogni creazione di dipendenza e l’utilizzo di strumenti come il pendolo, che possano far nascere l’impressione nel cliente di avere a che fare con un guaritore o, peggio ancora, con un guru.

4.            Il metodo del Dr. Bach non prevede guaritori, ma soltanto facilitatori, in un’ottica di medicina integrata, nella quale pụò  affiancare la medicina convenzionale per migliorare la qualità di vita del malato, cosa che avviene nel resto del mondo, senza  pregiudizi.

5.            Per contro tutte le discipline bio-naturali sono esposte agli effetti di una mancanza di normativa che permette a chiunque di dichiararsi esperto di materie che magari ha  studiato in un paio di week-end. I nostri soci, invece, hanno seguito una formazione uguale in tutti i paesi del mondo e sono obbligati alla formazione continua.

6.            Un tentativo di regolamentazione di tutto un vastissimo settore, che include centinaia di nuove professioni non regolate da Ordini o Collegi,  è stato fatto con la legge 4/2013 che demanda la qualificazione e l’autoregolamentazione del settore alle associazioni professionali. Anche l’Associazione Italiana Bach Foundation Registered Practitioners opera in questa direzione, particolarmente importante per un metodo basato sulla semplicità e, anche per questo, frequentemente sminuito e svilito sui media.

Detto questo, resto a disposizione per ulteriori informazioni nella speranza che  vogliate  pubblicare queste mie precisazioni o mi concediate lo spazio di un’intervista che faccia il punto sugli aspetti formativi e normativi di questa ed altre discipline bio-naturali.

Vera Paola Termali

http://www.bachitalia.it/

FB_IMG_1460125794792

Il medico del futuro

…Perciò, il medico del futuro avrà due grandi scopi. Il primo sarà assistere il paziente nella conoscenza di se stesso e indicargli gli errori fondamentali che sta compiendo, le deficienze nel suo carattere alle quali dovrebbe porre rimedio, e gli errori nella sua natura che dovrebbero essere eradicati e rimpiazzati dalle virtù corrispondenti. Un tale medico dovrà essere un grande studioso delle leggi che governano l’umanità e della natura umana, in modo da poter riconoscere, in coloro che vengono da lui, quegli elementi che stanno causando un conflitto tra l’Anima e la personalità.
Deve essere in grado di consigliare chi soffre come meglio riconquistare l’armonia, quali sono le azioni contro l’Unità che deve cessare, e le virtù da coltivare necessarie ad eliminare i difetti…
…Il secondo compito del medico sarà amministrare rimedi che aiuteranno il corpo fisico ad acquistare forza e assistere la mente nel mantenersi calma, ampliare le sue vedute e impegnarsi verso la perfezione, portando così pace e armonia all’intera personalità…

Dott. Edward Bach

Bach_1° versione mina