Il tempo della dipendenza affettiva…

Qualche giorno fa mi è capitato di parlare con una persona a me cara, della dipendenza affettiva, del bisogno vitale dell’altro, della ricerca della nostra “metà” nella quale ci fondiamo, perdendo noi stessi, la nostra identità…

Da tempo rifletto e osservo questo funzionamento, nei piccoli ambiti intorno a me e in maniera più estesa guardando ciò che accade nella nostra società, nella quale ormai quasi con cadenza giornaliera ci arrivano notizie di donne uccise o deturpate dall’uomo che hanno deciso di lasciare. Ma possiamo anche riflettere sui rapporti genitore-figlio che possono essere simbiotici tanto da arrivare alla dipendenza.

Ognuno potrà fare le sue riflessioni in merito, anche io ho fattole mie.

Quando non hai una precisa identità, che non è quella che è scritta sui nostri documenti, ma è molto di più, molto più profonda, è ciò che sei come individuo, ciò che sei nel mondo, non il ruolo che assumi. Siamo figli, lavoratori, genitori, e ci dobbiamo comportare come ci si aspetta da un figlio, un lavoratore, un genitore… dimenticandoci completamente di essere persone.

La mancanza di individualità non fa che aumentare le ansie e le paure, come può abbassare l’autostima, o farci vivere nella frustrazione.

Se io mi identifico nel mio lavoro, nel momento in cui questo dovesse venire a mancare, io perderei la mia identità, non sarei più “niente”, lo stesso vale per un marito o una moglie, fidanzato o fidanzata, etc. nel momento in cui perdo quel ruolo, anche la mia vita perde il senso, così spesso vivo nel timore costante di perdere ciò che da un senso ai miei momenti.

Probabilmente dopo l’era del materialismo, viviamo questa della dipendenza, c’è differenza nelle emozioni che proviamo? Probabilmente no, forse è solo il tipo di vita che la società ci impone non è a misura d’uomo, e quindi anche le reazioni non lo sono…

Entrando nell’argomento Fiori di Bach, molto spesso in rete si trova la “Dipendenza” di qualsiasi tipo essa sia, associata al fiore Agrimony, niente di più impreciso, per utilizzare in modo corretto i rimedi floreali del Dott. Bach, e per corretto intendo seguire le indicazioni da lui lasciate per l’utilizzo del metodo, dobbiamo osservare le reazioni, come reagisco in questa situazione? Quali stati d’animo negativi vivo?

Mariella

 

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Fiori di Bach – Traumi non risolti

Il fiore Star of Bethlehem è il rimedio per i traumi non risolti, che siano recenti, oppure che risalgono a tempi lontani, di grossa o di lieve entità, fino a traumi prenatali.

Spesso quando il trauma è recente, l’evento traumatico può essere molto presente, non appena si chiudono gli occhi, si ripresenta la “scena  traumatica”, può essere diverso quando l’evento traumatico è di vecchia data, o addirittura infantile.

Si avverte un blocco emotivo, che si può manifestare notando un atteggiamento di distacco e disinteresse.

A volte i traumi non risolti si ripresentano, qualcosa, un evento fa scattare il ricordo del trauma passato, e la mente continua a ripresentarlo, il rimedio aiuta a sciogliere il blocco emotivo-energetico, stimolando la capacità di elaborarlo.

Descrizione

Per quelli che soffrono molto in condizioni che, per un certo tempo, causano grande infelicità. Lo shock in seguito a gravi notizie, la perdita di una persona cara, lo spavento dopo un incidente o altro. A coloro che per un certo periodo rifiutano di essere consolati, questo rimedio porta conforto.

Dott. E. Bach – I Dodici Guaritori e altri rimedi

Fiore di Bach Star of Bethlehem (Latte di Gallina)

Io sono Star of Bethlehem e ti dono

“La capacità di rimuovere il blocco interiore.”

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Il mare, per calmo o mosso che sia…

Quando osserviamo ciò che ci circonda, possiamo comprendere molto di noi, in base a ciò che proviamo nell’osservare.

Quali sono le sensazioni che viviamo quando guardiamo il mare calmo dalle mille sfumature di colori? Anche solo osservare un’immagine, fa sentire delle emozioni… che non saranno le stesse per tutte le persone che osservano, eppure l’immagine è la stessa per tutti, come mai le sensazioni non sono le stesse per tutti?

Ci sarà chi avverte un senso di pace, chi turbamento, chi paura per l’immensità di questa distesa d’acqua… e allora dov’è la differenza? L’osservatore fa la differenza, ciò che ha dentro, ciò che risiede dentro di lui, quello che risveglia l’emozione è sicuramente ciò che si guarda, ma è qualcosa già presente in chi osserva, viene solo “a galla” quando è stimolata…

“Il mare, per calmo o mosso che sia, è l’anima dei nostri animi”

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Ammirare l’altro nella sua espressione

Una collega suggerisce uno dei più begli esempi da raccontare ad un Chicory… grazie!

Le persone sono altrettanto meravigliose quanto i tramonti se io le lascio essere ciò che sono. Quando osservo un tramonto non mi capita di dire: “addolcire un po’ l’arancione sull’angolo destro, mettere un po’ di rosso porpora alla base, e usare tinte più rosa per il colore delle nuvole”. Non lo faccio. Non tento di controllare un tramonto. Ammiro con soggezione il suo dispiegarsi.

Carl Rogers

Articolo “Lasciar andare…” descrizione del fiore di Bach Chicory

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“Sentieri Fioriti”

Il Dott. Bach ad una conferenza sui Rimedi Floreali disse: “I risultati ottenuti sono tanto meravigliosi da aver superato ogni aspettativa, anche da parte di chi segue il metodo.”

da The original Writings of Edward Bach


Con l’assunzione dei rimedi floreali “Fiori di Bach” spesso l’ultima ad accorgersi dei benefici è la persona che li sta utilizzando, le prime sono le persone che sono più vicine.

A volte siamo così abituati a considerare ciò che non va, che spesso quando uno stato d’animo si armonizza o come solitamente si è abituati a dire “si normalizza”, non lo notiamo.

Ricordiamo che è importante guardare i passi avanti che si compiono, le situazioni che si superano, le emozioni negative che si sciolgono, questo non vuol dire che non ci saranno altri passi avanti da compiere, altre situazioni difficili da superare, altre emozioni negative da armonizzare, ma significa che abbiamo degli strumenti validi, che ci possono aiutare e sostenere nel nostro cammino, e percorrere un “Sentiero fiorito” fa molta differenza…

Mariella

Paura di perdere il controllo?

Vi è mai capitato di sentire una così grande pressione emotiva interna, paragonabile ad una pentola a pressione che ha bisogno di far uscire il vapore in eccesso, utilizzando la valvola di sfiato altrimenti “esplode”?

Questa è una delle sensazioni più riconosciute dalla persona che ha bisogno del rimedio “Cherry Plum”, il rimedio dei Fiori di Bach che dona “Distensione e padronanza della mente” facendo attenuare la pressione emotiva interna.

Mariella

Tratto dal sito del Bach Centre:

Cherry Plum è uno dei rimedi del gruppo che il Dott. Bach ha definito per la ‘Paura’.

La paura di tipo Cherry Plum è molto specifica ed è la paura che si stia perdendo il controllo di se stessi e che si possa fare qualcosa di orribile, come far del male ad altri oppure contemplare il suicidio.

Cherry Plum è anche il rimedio da usare qualora si sia già perso il controllo, proprio per la paura e il panico deliranti associati a questo stato (basti pensare alla paura di un bambino piccolo che urla in un momento di rabbia irrazionale). Anche la paura di impazzire e di agire irrazionalmente fanno parte delle paure di tipo Cherry Plum.

Cherry Plum è uno degli ingredienti del tradizionale rimedio di soccorso.

Il Dott. Bach scriveva: “Essendo la mente la parte più delicata e sensibile dell’organismo, in essa compaiono più chiari che nel resto dell’organismo la genesi e lo svolgersi della malattia. Si utilizza, dunque, l’osservazione della mente come guida per conoscere i rimedi necessari”.

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Descrizione

Paura che la mente si sovraccarichi, di perdere la ragione, di fare cose spaventose di cui si temono le conseguenze, cose non volute e che si sanno sbagliate, eppure assale il pensiero e l’impulso di farle.

Dott. E. Bach – I Dodici Guaritori e altri rimedi

Fiore di Bach Cherry Plum (Mirabolano Rusticano)

Io sono Cherry Plum e ti dono

“La distensione e la padronanza della tua mente.”

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Cosa siamo in realtà?

Ci hanno insegnato che siamo Materia, ma hanno tralasciato un dettaglio fondamentale: la Materia è Energia!
Se partiamo da questo concetto, cambia tutto il modo di vedere noi stessi, la nostra essenza e ciò che ci circonda…

Forse partendo da questo concetto, possiamo anche comprendere come i rimedi energetici, quelli che utilizzano le energie sottili, sono quelli più in sintonia con il nostro corpo.

Mariella

Max Plank il padre della fisica quantistica afferma:
“La materia non esiste, tutto è vibrazione!”

Inoltre nel 1944 pochi anni prima di morire scrisse: “Avendo consacrato tutta la mia vita alla Scienza più razionale possibile, lo studio della materia, posso dirvi almeno questo a proposito delle mie ricerche sull’atomo: la materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell’atomo. Possiamo supporre al di sotto di questa forza l’esistenza di uno Spirito Intelligente e cosciente. Questo Spirito è la ragione di ogni materia.”

Fonte: Max Planck, da un discorso che ha fatto a Firenze nel 1944, dal titolo “La natura della materia” (The Essence/Nature/Character of Matter) Quelle: Archiv zur Geschichte der Max-Planck-Gesellschaft, Abt. Va, Rep. 11 Planck, Nr. 1797.

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Difficoltà nell’individuare il tuo rimedio?

“Se hai qualche difficoltà nel trovare il tuo personale rimedio, ti sarà di aiuto chiederti quali sono le virtù che ammiri di più in altre persone, o verso quali difetti negli altri provi maggiore avversione perché alcuni dei difetti che sono ancora dentro di noi, e soprattutto quelli che stiamo provando a sradicare, sono quelli che detestiamo di più nelle altre persone.”

Semplicità, Umiltà, Compassione.

Edward Bach

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I bambini stancano?

Voi mi dite: «Siamo stanchi di stare con i bambini».  Avete ragione.

E dite ancora: «Perché dobbiamo abbassarci al loro livello. Abbassarci, chinarci, piegarci, raggomitolarci».

Vi sbagliate, non questo ci affatica, ma il doverci arrampicare fino ai loro sentimenti.

Arrampicarci, allungarci, alzarci in punta di piedi, innalzarci. Per non ferirli.

Janusz Korczack

Pedagogo, scrittore e medico polacco

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